Nanda Vigo

Nata a Milano nel 1936. Protagonista dei movimenti dell’avanguardia artistica italiana ed europea degli anni Sessanta, il suo lavoro si concentra sulle principali relazioni fra luce e spazio, fra tempo e movimento.

I cronotopi

L’indagine di Nanda Vigo, sia in ambito architettonico sia nelle arti visive, trova espressione nei cronotopi, spazi o oggetti in cui la luce indiretta filtrata da materiali riflettenti e rifrangenti – vetri stampati, acciai, specchi – genera impressioni incerte che dilatano i concetti di spazio e tempo.

“I cronotopi sono agiti dalle persone che si muovono al loro interno o intorno a loro, imprimendo un movimento non programmabile, con infinite possibilità combinatorie; le superfici riflettenti e le luci creano percezioni che prescindono gli aspetti formali: “un riflesso direzionato può generare un’immagine che l’occhio fisico accoglie per trasmetterla alla mente e registrarla, ma una luminescenza senza immagine può arrivare più direttamente alla memoria, e direttamente generare anche benessere fisico” (N. Vigo, 1964).

Dagli anni ’70 Nanda Vigo realizza piramidi-specchio definite “Stimolatori di spazio”, oggetti in grado di attrarre lo spazio circostante e lo spettatore per restituire una visione multipla e smaterializzata della realtà.

Nanda Vigo appartiene a quella generazione di personaggi che hanno reso Milano una delle capitali dell’arte mondiale a partire dagli anni Sessanta – Fontana, Manzoni, Gio Ponti; la sua continua indagine sulla luce ha fatto di lei una interlocutrice imprescindibile per le neoavanguardie italiane.

Approforndisci di più sul sito www.nandavigo.com

Luce diffusa e luce cangiante su superfici monocrome sono elementi di continuità che smaterializzano le componeneti tettoniche dell’architettura.

Premi e riconoscimenti

1971

New York Award for Industrial Design per la lampada Golden Gate

1976

1° Premio St. Gobain
per il design del vetro

2001

MILANO TR.Segnalazione Compasso D’Oro per mensole Light/Light

2008

LONDRA I° Award wallpaper
(best showstopper)

“Nanda inventa una luce senza direzione con la quale costruisce opere che si sottraggono al tempo, per mettersi in una zona dove il tempo e lo spazio non ci sono più.” E. Sottsass, Domus